Tratto fedelmente da : clicMedicina

Cura della celiachia: clicMedicina - Ufficio stampa Aic

meno entusiasmi, la strada è ancora lunga

Recenti scoperte sulle proteine colpevoli della tossicità del glutine hanno acceso grandi speranze sulla possibilità di disporre in tempi brevi di una “pillola”anti-celiachia, grazie all’enzima di un batterio. I ricercatori dell’AIC, Associazione italiana celiachia, invitano però a frenare gli entusiasmi: “E’ un traguardo importantissimo per la ricerca, ma la strada è ancora lunga”

Un articolo pubblicato sulla rivista Science a fine settembre riportava i risultati di una ricerca sulle “Basi strutturali dell’intolleranza al glutine nella celiachia”, realizzata da un gruppo di ricercatori delle Università Stanford della California (USA) e di Oslo (Norvegia). La ricerca ha individuato un peptide  (cioè un “pezzo” della gliadina, una delle proteine responsabili della tossicità del glutine) che potrebbe essere una delle cause primarie della celiachia.

“L’aspetto più originale del lavoro – spiega il dottor Carlo Catassi, ricercatore all’University of Maryland di Baltimora, e membro del Comitato scientifico dell’AIC – sta nel fatto che questo ‘frammento’ della gliadina, detto 33 mero perché costituito da 33 aminoacidi, non viene digerito dagli enzimi dello stomaco, del pancreas e dell’intestino, scatenando una serie di reazioni che determinano l’intolleranza al glutine. I ricercatori hanno inoltre scoperto che esiste un enzima di origine batterica, la prolil-endopeptidasi, capace di frantumare il 33 mero. Questo lascia intravedere la possibilità di annullare la tossicità del glutine, semplicemente somministrando al celiaco la “pillola” contenente l’enzima in grado di digerire questo frammento”.

Non sorprende che la notizia abbia avuto un’ampia risonanza nella stampa non specialistica ma l’AIC fa presente che servono ulteriori dati (con studi in vitro e possibilmente clinici data la mancanza di un modello animale) per valutare le reali possibilità di applicazione di questa importante ricerca.

“Il glutine è una molecola complessa – conclude Catassi – per cui occorrerà stabilire se il 33-mero è l’unico peptide “indigesto” o se ne esistono altri nelle diverse proteine che la compongono”.

 In attesa che la scienza raggiunga nuovi risultati la sola cura della celiachia resta per ora la dieta totalmente priva di glutine, l’unica in grado di garantire ai celiaci un perfetto stato di salute.

L’Associazione Italiana Celiachia è impegnata a sensibilizzare e aiutare i celiaci nel rispetto rigoroso della dieta; per saperne di più telefonate alla Segreteria nazionale AIC allo 050 580939. 


Un antidoto per il glutine. 

risposta all'articolo di Corriere Salute.  Leggi l' articolo


Home Page Agor
Home Page Agor