Tratto fedelmente da : Corriere Salute 10 Novembre 2002 (Pag.7)
Celiachia un enzima potrebbe permettere a chi ne soffre di seguire un regime alimentare senza limitazioni
Un antidoto per il glutine
Messa a punto negli Stati Uniti una nuova strategia per neutralizzare la "tossicità" di questa sostanza
LA DIETA PRIVA DI GLUTINE RAPPRESENTA DA OLTRE 40 ANNI IL TRATTAMENTO STANDARD E IL PIÙ VALIDO PER CHI SOFFRE DI CELIACHIA, INTOLLERANZA CARATTERIZZATA DA UN DIFETTOSO ASSORBIMENTO INTESTINALE A SEGUITO DI UNA REAZIONE IMMUNITARIA DELL'ORGANISMO AL GLUTINE, UNA PROTEINA CONTENUTA IN MOLTE GRANAGLIE. TUTTAVIA LA FIORENTE RICERCA SCIENTIFICA IN QUESTO SETTORE POTREBBE RENDERE DISPONIBILI IN FUTURO TERAPIE ALTERNATIVE ALLA DIETA PRIVA DI GLUTINE. UN APPROCCIO PROMETTENTE È QUELLO PROPOSTO DA ALCUNI RICERCATORI DELLA STANFORD UNIVERSITY DALLA PAGINE DELLA RIVISTA SPECIALIZZATA SCIENCE: UNA CURA FONDATA SU UN PARTICOLARE ENZIMA BATTERICO IN GRADO DI ANNULLARE LA "TOSSICITÀ"' DEL GLUTINE PER QUESTI PAZIENTI.
Gli esperti statunitensi della Stanford University hanno identificato in un prodotto della digestione del glutine uno dei principali responsabili dei disturbi di chi soffre di celiachia. Non solo, gli autori dello studio hanno anche visto che questa sostanza può essere demolita in pezzi più piccoli non "tossici" per i pazienti grazie a un particolare enzima batterico chiamato endo-peptidasi. L'immediata conseguenza, secondo i ricercatori, è che assumendo l'endo-peptidasi i malati non dovrebbero più essere costretti a seguire un regime alimentare senza glutine.
DUE STRADE
«Nel campo della celiachia la ricerca si sta muovendo su due fronti principali: agire sui cereali, modificando il glutine, o agire sul paziente, cercando di modulare le sue risposte immunologiche», commenta Maria Teresa Bardella, ricercatricedella scuola di specialità in gastroenterologia dell'Università di Milano presso il Policlinico. «Nel primo filone rientra, per esempio, la possibilità di modificare geneticamente il frumento o di trattarlo in modo tale da rendere il glutine incapace di scatenare la risposta immunologica del celiaco.
«L'approccio proposto dai ricercatori statunitensi rientra nel secondo filone: fornendo al paziente gli strumenti - in questo caso l'endo-peptidasi - necessari per digerire al meglio il glutine si potrebbe risolvere il problema alla base, grazie all'eliminazione delle porzioni di glutine in grado di scatenare la risposta immunologica responsabile dei danni intestinali».
«Si tratta senza dubbio di una strategia interessante» prosegue l'esperta, tuttavia per tutti i pazienti e si basa sull'eliminazione permanente dalla dieta del glutine. «I sintomi classici della celiachia sono diarrea cronica, inappetenza, gonfiore addominale, e perdita di peso», spiega la professoressa Bardella. «Tuttavia, non sono rari i casi in cui la malattia si manifesta con sintomi meno tipici, secondari al cattivo assorbimento, è comunque comuni anche ad altre malattie come malessere generale, osteoporosi o anemia. In ogni caso, di fronte a un sospetto clinico è possibile confermare la diagnosi ricorrendo a esami del sangue specifici e quindi a una biopsia intestinale fatta tramite un'endoscopia.
«Questo esame», prosegue la specialista, «permette di vedere le condizioni della mucosa intestinale che può avere subito danni più o meno severi a seguito della reazione autoimmunitaria al glutine». Sebbene sia considerata una malattia principalmente dei bambini, negli ultimi anni si è visto che è sempre più frequente la sua comparsa in età adulta.
LA TERAPIA .
«La dieta senza glutine non consiste nella sola eliminazione di tutti gli alimenti contenenti grano e suoi derivati», puntualizza la professoressa Bardella, «ma anche di tutti i cibi a base di orzo, segale, farro, sorgo e di altri cereali non tipicamente italiani. Altri cereali come, per esempio, il riso, il mais, il miglio non sono invece tossici per i celiaci e ciò permette dì seguire ugualmente un regime alimentare equilibrato. Non bisogna dimenticare che il glutine di grano può essere presente anche in alcuni prodotti farmaceutici,e in altri alimenti come per esempio, gelati, cioccolata, nonché in numerosi cibi conservati, congelati e inscatolati» (vedi altro capitolo dell'articolo).
Antonella Sparvoli
I cibi da evitare
a casa o al ristorante queste le scelte giuste
Ecco cosa deve sapere un celiaco per seguire una dieta senza glutine. Questi i cibi a rischio e quelli sicuri in casa.
Dove si trova. Il glutine si trova in cereali, come frumento, farro, kamut, orzo, segale, sorgo, spelta e triticale e quindi in farina, amido, semolino, fiocchi dei cereali suddetti, pasta, ravioli, tortellini, pane comune e speciale, pangrattato, grissini, crackers, fette biscottate, pan carré, focacce, pizza, gnocchi di patate, gnocchi alla romana, crusca, malto d'orzo, musli, miscele di cereali, corn flakes al malto, dolci, biscotti, torte, cioccolata, e in taluni gelati e prodotti farmaceutici.
Dove non si trova. Il glutine non è presente in altri cereali e vegetali, come castagne, ceci, legumi, mais, miglio, patate, riso, soia, tapioca e quindi in farina di riso, crema e amido di riso, farina di mais, polenta, maizena, pop-corn, farina di miglio, farina di soia, farina di tapioca, fecola di patate, fiocchi di riso, mais, soia, tapioca senza malto, farina di castagne, farina di ceci e altri legumi.
Che cosa può "contaminare". Avena e grano saraceno sono privi di glutine in origine. In passato l'avena era stata inclusa tra i cereali tossici per il celiaco. Studi recenti hanno dimostrato questo cereale non .provoca lesioni della mucosa intestinale del celiaco nè la comparsa di sintomi. Nonostante ciò, si sconsiglia ancora l'assunzione dei prodotti a base di avena perché pesantemente contaminati da glutine durante la lavorazione, rischio consistente anche per il grano saraceno.
Attenzione ai surgelati. Per quanto riguarda gli altri alimenti (pesce, uova, verdura, frutta) non ci sono controindicazioni a meno che si ricorra a prodotti confezionati o surgelati che possono contenere glutine (per esempio, pesce surgelato precotto con farina o amido, piatti pronti a base di verdura surgelata precotta contenente farina o amido, ecc.).
Per saperne di più Per avere una lista aggiornata e dettagliata dei cibi da tenere alla larga si può visitare il sito internet dell'Associazione italiana celiachia www.celiachia.it dove, oltretutto, sono segnalate anche delle gustose ricette a prova di glutine.
NO ALL'AVENA
L'avena è priva di glutine in origine, ma è sconsigliato il consumo dei prodotti a base di questo cereale in commercio, perché spesso contaminati da glutine durante la lavorazione. Sì alle castagne e alle patate; vietate invece la pizza e la pasta.
Cura della Celiachia: meno entusiasmi, la strada è ancora lunga.
risponde l'Ufficio stampa Aic tramite il sito www.clicmedicina.it Leggi l' articolo