Tratto
fedelmente da : Arena di Verona
Lunedì 16 Ottobre 2006 pag. 12
Il cervello incompiuto
edito da Agor "Il cervello incompiuto"
Si può
tornare a vivere una vita dignitosa, forse normale, dopo un grave trauma al
cervello? Quali speranze di recupero ci sono per i bambini nati cerebrolesi? Che
si può fare con un paziente in coma? Sono alcune delle domande a cui cerca di
rispondere «Il cervello incompiuto» di Ian Hunter, il cui emblematico
sottotitolo è «L’incredibile capacità del cervello di ricostruire se stesso»,
che è stato riedito in Italia da Agor, il Centro di educazione e riabilitazione
dell’associazione genitori di Verona, una onlus che raggruppa le famiglie con
bambini cerebrolesi. La presidente è Ludovica Cantarutti.
Il libro è stato presentato nei
giorni scorsi al pubblico nel corso di un incon tro svoltosi alla Fnac di via
Cappello, a cui hanno partecipato la giornalista de L’Arena Elena
Cardinali, la dottoressa Bruna Dozzo, psicologa che lavora per Agor, la signora
Cantarutti e il vicepresidente di Agor Giuseppe Reffatto.
Il libro descrive un metodo di riabilitazione tra i più efficaci, fondato sulla
capacità del cervello di riorganizzarsi quando riceve le s timolazioni giuste.
Se c’è stata un’interruzione dei normali circuiti cerebrali, in seguito a
un trauma o a una patologia, è ancora possibile, in molti casi, aiutare il
cervello a ricostruire le fasi «bruciate» usando percorsi neuronali
alternativi. Anche quando il paziente non può più ritorvare un’integrità
totale, molti sono ancora i progressi a cui sarebbe ingiusto rinunciare.
Si tratta di un testo che apre alla
speranza, fondata su esperienze concrete e rierche scientifiche, per molti
genitori e familiari di persone, bambini e adulti, che hanno subìto danni
cerebrali. Il filo conduttore è fondato sull’intensità e la continuità
delle terapie riabilitative, per fare in modo che il cervello lesionato trovi le
strade alternative per poter ripristinare le sue funzioni.
Un libro che dà una speranza alle
famiglie, spesso abbandonate a se stesse di fronte a diagnosi pesanti nei
riguardi dei loro cari, e che fa riflettere la classe medica, che deve sempre
essere aperta alle novità in campo riabilitativo o meglio, come dice Ludovica
Cantarutti, madre di una giovane affetta da autismo, «attenta alle avanguardie».
Proprio grazie a terapie d’avanguardia, come la scrittura facilitata, la
figlia della presidente di Agor, Scilla Raffin, oggi trentenne, ha scritto una
toccante autobiografia, «Le parole del silenzio», in cui rivela tutta la sua
straordinaria vita interiore, i suoi sentimenti e la lucida descrizione dei
propri rapporti con il prossimo e il suo ambiente.
Il libro è in distribuzione da Agor (telefono 045.8302043) e alla libreria Cortina. Il ricavato serve a finanziare le attività di Agor.