Lotta ai tumori, una nuova cura viene dai pesci
Per i bimbi malati sembra efficace un farmaco estratto da squali e tunicati
Roma: Dal fondo del mare emergono nuovi alleati nella lotta contro i tumori. Negli squali del New England e nei tunicati (piccoli animali molto antichi) che vivono sui fondali del Mar dei Caraibi sono state individuate delle sostanze che frenano la riproduzione delle cellule cancerose.
Le speranze si concentrano ora nella cura dei tumori dei bambini. Della sperimentazione di questi nuovi farmaci si è parlato ieri a Roma al convegno "Oncologia pediatrica: dal mare le armi per le nuove cure" organizzato dall'European School of Oncology e dal Policlinico Universitario Gemelli.
Dall'Ecteinascidia Turbinata, un tunicato che vive in colonia nel mar dei Caraibi, gli scienziati hanno estratto un pricipio attivo chiamato Et 743 che sembra in grado di bloccare la replicazione delle cellule tumorali. "Stiamo sperimentando questo farmaco - spiega Riccardo Riccardi, docente dell'Università Cattolica e organizzatore del convegno - sui topi. I risultati ottenuti nella cura del neuroblastoma e nel sarcoma sono ottimi. Entro sei mesi cominceremo a somministrare l'Et 743 anche ai bambini".L'Et 743 provoca purtroppo alcuni fastidi al fegato.
Minori effetti collaterali derivano invece dalla squalamina, una sostanza estratta dallo stomaco degli squali. "La squalamina -spiega ancora Riccardi - blocca la formazione dei vasi sanguigni all'interno dei tumori. Alla massa neoplastica viene così a mancare il nutrimento".