Tratto fedelmente da : Corriere Salute 24 Ottobre 2004 pag. 11
L'ecografia a 4 dimensioni
Gravidanza - Un nuovo apparecchio consente la visione volumetrica del
feto, in movimento, fino alle più dettagliate espressioni del volto.
Per scorgere con maggiore precisione eventuali anomalie.
Servizio di Antonella Sparvoli
Immagini tridimensionali e in movimento del bambino mentre è ancora nel ventre
materno: è quanto offre la nuova ecografia 3D/4D o "volumetrica", di
cui si è parlato al recente Congresso nazionale sull'ecografia in ostetricia,
tenutosi all'Ospedale Buzzi di Milano. Grazie a questa apparecchiatura si
possono evidenziare in modo più dettagliato eventuali anomalie del feto.
Alterazioni
«Come quella tradizionale, anche l'ecografìa volumetrica consente di valutare il corretto sviluppo e l'aspetto dei diversi organi del feto, ma rinnovazione è nella capacità dell'ecografia volumetrica di mostrare i movimenti del nascituro e di evidenziarne lineamenti ed espressioni» spiega il professor Umberto Nicolini, direttore della Divisione di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Buzzi di Milano. «Occhi esperti possono individuare in piccole alterazioni della forma del viso del nascituro i segnali di anomalie genetiche, permettendo così di fornire informazioni più dettagliate sulla salute del bambino» riferisce Faustina Lalatta, del Servizio di genetica medica degli Istituti clinici di perfezionamento.
Cardiopatie
L'ecografia volumetrica sembra promettente anche nella diagnosi delle cardiopatie congenite, che interessano circa un bambino su cento e che spesso sfuggono all'ecografia tradizionale. «Visualizzando meglio il cuore, grazie alla possibilità di vederlo da più punti angolazioni, l'ecografia volumetrica potrebbe aiutarci a diagnosticare un maggior numero di cardiopatie» spiega Nicolini. Riconoscere i feti cardiopatici può risultare utile per programmare interventi mirati. «E conoscere i problemi del feto permette anche di programmare parto e trattamento del neonato in centri di riferimento» sottolinea Paolo Volpe della Divisione di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Di Venere di Bari.
Il momento giusto
Il periodo più opportuno per ricorrere all'ecografia volumetrica è quello tra la sedicesima e la ventesima settimana.
Da usare solo quando ci sono sospetti
L'ecografia
volumetrica non è destinata a sostituire quella tradizionale ma ad
affiancarla. "Quando l'ecografia classica in due dimensioni fa
sorgere dubbi sulla salute del feto o nel caso in cui il nascituro risulti più
a rischio di alcune sindromi fetali o di cardiopatie congenite, l'ecografia
volumetrica in seconda battuta può chiarire i sospetti" precisa Nicolini.
La fase della gravidanza in cui in genere si ricorre all'ecografia volumetrica
è tra la sedicesima e la ventesima settimana, periodo in cui si può
controllare il corretto sviluppo degli organi.
Questi i centri della super-eco
Bari |
Ospedale di Venere | 080 5015111 |
|
Cagliari |
Presidio osp. microtermico |
070 6091 |
|
Catania |
Nuovo presidio osp. Garibaldi |
095 7591111 |
|
Como |
Ospedale Valduce |
031 324111 |
|
Milano |
Ospedale Buzzi |
02 5799102 |
|
Milano |
Ospedale Bassini |
02 61761 |
|
Napoli |
Università Federico II |
081 7461111 |
|
Roma |
Ospedale Sant'Andrea |
06 803541 |
|
Roma |
Policlinico Umberto I |
06 49971 |
|
Senigallia |
Ospedale Civile |
071 79091 |
|
Torino |
Ospedale Sant'Anna |
011 3134444 |
|
Trieste |
Ospedale Burlo Garofalo |
040 3785111 |