In Francia il primo caso al mondo. Il procedimento possibile con la fecondazione in vitro. I dubbi etici.
Bimbo nasce sano grazie all' "eugenetica"
I genitori rischiavano di trasmettergli un male ereditario:
i medici selezionano l'embrione giusto
PARIGI I maghi della genetica hanno "costruito" un bambino di nome "Valentin" che è stato ultimato e messo al mondo dalla madre nell'ospedale Antoine-Béclère di Clamart, una delle periferie più squallide di Parigi. Valentino, come l'ingenuo personaggio disegnato da Peynet. Valentino come il frutto dell'amore. In tempi d'incubo da mucca pazza, questa è una bella notizia scientifica.
I genitori, che avevano già perso tre figli a causa di una deficienza enzimatica al fegato di natura ereditaria, sono felici: "Valentin" soppravviverà grazie all'"alchimia" di geni ed embrioni o, pre essere più esatti, grazie alla selezione dell'embrione più sano. Possiamo usare un'immagine: è nato il primo essere "eugenetico" al mondo.
Tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili, come dicevano Leibniz e il suo discepolo Wolff. Secondo i cronisti parigini, i medici dell'ospedale Antoine-Béclère esultano e sprizzano gioia come tanti Pangloss, il precettore tedesco di Candido. Pensano che la cosiddetta ingegneria genetica salverà il mondo. Per ora hanno salvato una famiglia da una crisi esistenziale dandole un figlio "prenotato" e "sicuro" e servendosi di quelle tecniche che ripugnano alla Chiesa e che lasciano perplessa anche la medicina laica e avvenirista.
L'Unione Europea intende lanciarsi nella ricerca sull'embrione umano e utilizzare allo stesso tempo cellule che potranno essere impiegate per ricostruire parti di organi malati o addirittura fabbricare organi interi: fegato, cuore, reni, arterie. Dunque, è stato deciso di far nascere "Valentin" quando si è stati sicuri, dopo chissà quante accurate manipolazioni in vitro, che l'embrione era di una perfezione geneticamente indiscutibile.
Ecco la procedura. La coppia a rischio aveva messo a disposizione spermatozoi e ovuli che. dopo la fecondazione, hanno prodotto una serie di embrioni. A questo punto, il "mago" più importante della squadra, il professor Rene Frydman, primario di ginecologia e ostetricia dell'ospedale, ha individuato l'embrione ideale, cioè senza il marchio di tare genetiche, e lo ha introdotto nell'utero della madre. Il piccolissimo Valentino è nato con un anticipo di sei settimane e sta molto bene.
Un giorno dovrà incarnare, ammesso che lo voglia, il primato d'essere il primo bimbo "eugenetico". Andrà a finire nei manuali di storia della medicina. La tecnica usata ha un nome difficile ed enigmatico: diagnostica preimpiantatoria, in sigla Dpi, ma ben presto sarà moneta corrente per tutte quelle famiglie disperate che vorranno avere bambini in tutta sicurezza. Sono soltanto tre gli ospedali francesi autorizzati: l'Antoine-Bé-clère di Clamart e altri due situati rispettivamente a Strasburgo e a Montpellier.
Ci si aspettava che il clero gallicano, sempre nervoso, desse in escandescenze. Invece, i vescovi sono rimasti in silenzio e chi tace acconsente. La politica ne ha seguito l'esempio. La nascita di "Valentin" per ora ha riscosso il plauso del potere sacro e di quello profano.
Il professor Schwartzenberg, ministro della Ricerca e grande cancerologo, ha detto: "La nascita di "Valentin" conferma l'ingresso della genetica nella realtà terapeutica".
Ulderico Munzi