Famiglia Cristiana n. 24/2003 (15 Giugno)
Nel veronese l'associazione Agor, con l'aiuto di volontari, gestisce un centro per la cura di bambini con problemi nello sviluppo cerebrale
Quando la terapia si fa in famiglia
"I genitori di bambini con handicap neurologico hanno bisogno soprattutto di essere informati. Spesso, infatti, si ritrovano da soli ad affrontare una situazione non facile". Bruna Dozzo è ormai da molto tempo una dei responsabili delle attività di riabilitazione dell'Agor, un'associazione di genitori che gestisce un centro a Quinzano, in provincia di Verona, per bambini segnati da problemi nello sviluppo cerebrale.
Nata nel 1982, l'associazione ha messo a punto nel corso degli anni un modello d'intervento particolarmente innovativo che affida alla famiglia, ed eventualmente ai volontari, il compito di effettuare terapie quotidiane. La scelta delle cure per sviluppare le potenzialità dei bambini e migliorare le funzioni compromesse dal deficit viene studiata e approfondita nell'arco di alcuni giorni residenziali nel centro di Quinzano. A partire da questo momento la famiglia che accetta la proposta dell'Agor continua a essere assistita con verifiche periodiche, durante le quali si cerca di valutare dal punto di vista neurologico e funzionale l'andamento delle cure prestate.
"Attualmente", spiega Bruna Dozzo, "abbiamo in carico una cinquantina di bambini: per ognuno, di fatto, studiamo un percorso individuale. Come operatrici riteniamo molto importante sostenere la famiglia anche nei periodi che intercorrono tra una visita e l'altra. Per questo manteniamo contatti telefonici per chiarire eventuali dubbi e , se si presenta l'esigenza, organizziamo incontri presso le strutture scolastiche per definire insieme agli insegnanti e all'equipe medico-psicopedagogica programmi di lavoro adeguati".
Una delle caratteristiche peculiari dell'Agor è quella di stimolare le famiglie affinchè promuovano la collaborazione con la comunità di appartenenza, attraverso il coinvolgimento di volontari disposti a offrire un pò del proprio tempo all'impegno riabilitativo.
Claudio Ragaini
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