11 Febbraio 2001 Corriere Salute

Frenulo linguale, una volta si recideva nei bambini che stentavano a parlare

La favella si scioglie senza forbice

Si è visto che l'intervento, oltre che inutile, può essere pericoloso

Fino agli anni Settanta ogni pediatra, in ambulatorio, teneva sempre a portata di mano un paio di forbici. Quando notava che il frenulo della lingua, cioè quella piccola membrana che la tiene attaccata al palato, era un po' più corto, oppure quando il bambino parlava meno dei coetanei, senza indugio gli faceva aprire la bocca e con una sforbiciata secca e sicura glielo recideva. Era un intervento tanto semplice che i pediatri lo eseguivano spesso e con disinvoltura. Così facendo acquisivano prestigio agli occhi dei genitori e li rassicuravano che il bambino avrebbe, prima o poi, parlato. Poi, però, si è iniziato a capire che un comportamento di questo tipo era sbagliato.

la coscienza del rischio

Gli studi sulla psicologia del bambino, infatti, hanno evidenziato che il linguaggio origina nel cervello, ma soprattutto ci si è resi conto che è pericoloso recidere il frenulo perché vicino scorre un ramo dell'arteria linguale, che, a sua volta, riceve il sangue direttamente dall'arteria carotide esterna, grosso vaso sanguigno che deve rifornire il collo e la parte esterna della testa. Il pericolo è allora evidente: se questa piccola arteria è troppo superficiale, oppure se il medico taglia un po' di più il frenulo e inavvertitamente la recide, si può verificare un'abbondante emorragia, come in effetti avvenne in alcuni casi all'epoca.

E' per questo che dagli anni Settanta in avanti la maggioranza dei pediatri ha smesso di recidere il frenulo in ambulatorio. Oggi, nei rarissimi casi dove l'intervento è effettivamente necessario, il pediatra sceglie di mandare il piccolo in ospedale. Appare, perciò, inspiegabile che fra le prestazioni professionali che vengono retribuite a parte ai pediatri di famiglia, come previsto dall'ultima Convenzione (l'accordo collettivo nazionale), si trovi la "frenulectomia linguale".

L'inserimento di questa prestazione sanitaria in un documento ufficiale le conferisce un'inspiegabile importanza e sicuramente disorienterà medici e pazienti che per anni hanno sentito criticare questo intervento. Sta di fatto che questo "taglio artigianale" nello studio del pediatra è un retaggio del passato.

Italo Farnetani pediatra


Quando serve il taglio

Il frenulo linguale nella maggior parte dei casi non va toccato. Deve essere reciso soltanto quando è così corto che il bimbo non riesce a portare fuori la lingua oltre gli incisivi inferiori.

Per capirlo, basta osservare se il bambino riesce a tirar fuori la lingua. Se è in grado di farlo, sicuramente non c'è bisogno di tagliare il frenulo. Nei rarissimi casi in cui l'intervento è realmente necessario va, comunque, eseguito prima possibile, anche nelle prime settimane di vita.

Un altro caso in cui il frenulo va reciso è quando si studia l'assetto delle arcate dentarie per applicare gli apparecchietti orodontici. La lingua troppo attaccata al palato, infatti, potrebbe alterare la deglutizione e l'eruzione dei denti permanenti, modificando, perciò l'assetto di tutta l'arcata dentaria.

Quando, invece, il bambino non parla oppure ha disturbi del linguaggio, vanno ricercate altre cause; il frenulo, anche se è un pò corto, non influisce sul problema.


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