«La nostra bimba è discriminata»
Campagnola Emilia, i genitori di una disabile attaccano il Comune
Il sindaco: non è vero paghiamo il sostegno, ma altre iniziative coinvolgono più soggetti


CAMPAGNOLA EMILIA. Una coppia di genitori contro il Comune. Il sindaco che replica, cercando di riportare la questione dentro i binari del confronto. Nel mezzo una bambina con problemi di autismo. Al centro della questione c'è l'iscrizione della bambina al prossimo campo giochi estivo. La coppia dice: «Il Comune usa i soldi per tante cose ma non per l'integrazione dei disabili». Risponde il sindaco: «Non è vero, siamo pronti a fare la nostra parte, ma per attività extrascolastiche serve un progetto che coinvolge più soggetti, enti pubblici ed anche volontari».
«Abbiamo iscritto la nostra bambina al campo estivo di Novellara - dicono i genitori - per farla rimanere il più possibile con i suoi amici e all'interno di una comunità che le permetta di divertirsi, giocare e fare attività insieme a persone che l'apprezzano aiutandola ad evitare che si isoli nel mondo dell'autismo».
Ma tutto questo, proseguono i genitori, «ci è stato vietato perchè il Comune di Campagnola, dove noi risediamo, ci ha detto che trattandosi di attività che non rientra nelle sue competenze, non ha la necessaria copertura finanziaria. Insomma, non ha soldi per favorire l'integrazione sociale dei disabili, come prevede l'articolo 14 della legge 328 del 2000, ma invece riesce a trovarli per manifestazioni, sponsorizzazioni e così via».
REPLICA L'ASSESSORE. Ai genitori ha risposto con una lettera l'assessore alla scuola Nicola Lini, il quale ha confermato che il campo giochi estivo «trattandosi di attività che non rientrano nelle competenze comunali relative all'integrazione scolastica, il Comune non ha la necessaria disponibilità di bilancio per sostenere l'ingente spesaper l'assunzione di personale di sostegno». L'assessore conclude con un consiglio ai genitori: «Vista la particolare situazione vi consigliamo di fare richiesta al servizio handicap dell'Ausl per ottenere l'assegno di accompagnamento». Assegno che i genitori dicono però di avere di già.
IL SINDACO SPIEGA. Anche il sindaco Mauro Pedrazzoli, interviene con altri chiarimenti: «Non è vero che come Comune trascuriamo l'integrazione dei disabili, per la bambina in questione integriamo con 6.200 (circa 12 milioni di lire) il finanziamento necessario a garantire la totale copertura scolastica dell'insegnante di sostegno. Il campo giochi è un'attività diversa, ma anche per questa esistono ad esempio dei finanziamenti regionali che si possono usare. Il problema è che, per questa bambina ma come per tutti gli altri casi analoghi, occorre studiare un progetto di inserimento. Un progetto che coinvolga vari soggetti, dall'Ausl, ai gruppi volontari. Comprendo l'umore dei genitori, ma per aiutare la loro bambina dobbiamo lavorare insieme intorno ad un progetto comune».