Una soluzione che sembra semplice: la dieta. Unica terapia efficace nell'intolleranza al glutine

L'intolleranza al Glutine

Una malattia spesso misconosciuta

Il glutine è una proteina contenuta in alcuni cereali (frumento, orzo, avena, segale), comunemente presenti sulla nostra tavola che, se ingeriti, possono recare seri danni all'organismo di soggetti geneticamente predisposti. Qualcuno ha postulato la possibilità che tale malattia abbia incominciato a manifestarsi quando l'Uomo, abbandonando il nomadismo che lo costringeva a cibarsi di cacciagione, di frutti ed erbe selvatiche che trovava localmente nei suoi spostamenti frequenti, iniziò a fermarsi ed a coltivare la terra. L'alimentazione con prodotti ottenuti dal grano probabilmente non trovò, gli esseri umani di allora "preparati" a tollerare il glutine in esso contenuto, e l'intolleranza si trasmise fino ai giorni nostri.

E' opportuno parlare infatti di "intolleranza" al glutine poiché non si tratta di vera allergia, in quanto le reazioni che causa non sono assimilabili alle manifestazioni tipicamente allergiche (quali quelle ai pollini o agli acari della polvere di casa). La prevalenza di questa malattia è andata vertiginosamente aumentando in questi ultimi anni, non perché essa sia in realtà aumentata, ma perché si sono resi disponibili esami che ne hanno reso più facile l'individuazione.

Fino a qualche anno fa, la diagnosi di tale patologia era fatta con sicurezza solamente prelevando un frammento di intestino nel tratto dopo lo stomaco (intestino tenue), con una sonda (nei bambini piccoli) o con un tubo da gastroscopia (nei più grandicelli). Erano tecniche invasive che richiedevano anestesia o sedazione profonda, e che sovente traumatizzavano il bambino. Per tale motivo si ricorreva ad esse esclusivamente quando vi erano dei sintomi clinici "classici", cioè: diarrea cronica con segni di malassorbimento (dimagramento, pancia gonfia, scarsa crescita in altezza, pallore, debolezza, stanchezza, ecc).

Da qualche anno invece si sono scoperti degli esami che permettono di porre con sicurezza la diagnosi di intolleranza al glutine (detta anche "celiachia"). Essi si effettuano su campioni di sangue (ottenuto con un semplice prelievo, pochissimo traumatizzante per il bambino) che permettono di dosare le immunoglobuline (Ig) prodotte dall'organismo per "combattere" il nemico glutine. Le immunoglobuline sono delle proteine che hanno la funzione di anticorpo, prodotte principalmente nel fegato e riversate nel sangue. Le prime ad essere dosate furono le Ig anti-Glutine di tipo A e G (IgA e IgG); successivamente ci si affidò alla determinazione degli anticorpi anti-Endomisio, ritenute più sensibili.

Recentemente si è visto che la diagnosi di celiachia si pone con maggior certezza e con pochissimo margine di errore, dosando gli Anticorpi anti-Transglutaminasi. Questi sono anticorpi contro un enzima (la transglutaminasi), implicato nel processo di tossicità del glutine sui tessuti umani dei celiaci, in particolare modo sulla mucosa dell'intestino. Essi indicano che c'è un danno da glutine che va poi sempre successivamente accertato con il prelievo della mucosa intestinale come si faceva un tempo.

La semplicità della metodica, praticamente indolore, di determinazione degli anticorpi antiTransglutaminasi (basta raccogliere su una apposita carta assorbente due gocce di sangue ottenute da puntura del dito), ha permesso di effettuare studi a tappeto sulla popolazione pediatrica (ma anche adulta), per verificare la reale incidenza della malattia, pensando, in base ad alcune recenti osservazioni, che vi potessero essere intolleranze al glutine con sintomi diversi da quelli classici (diarrea ecc.).

Con tali studi ( uno degli ultimi è quello effettuato a tutti i bambini del secondo circolo didattico di Trieste, nel 1999), non solo si è stabilito che la prevalenza della celiachia è notevolmente più elevata di quanto si ritenesse un tempo, ma che essa è frequentemente associata a sintomi non tipici del malassorbimento intestinale, e sovente neppure riferiti a patologie dell'intestino. In uno studio su un campione di popolazione in Sardegna nel 1999 ha individuato 1 celiaco ogni 70 persone. Lo studio sugli scolari di Trieste prima citato ha pressoché confermato i dati sardi.

I sintomi "non tipici" di celiachia sono stati divisi dal Dr. A. Ventura della Clinica Pediatrica dell' Università di Trieste in: Dovuti al malassorbimento: anemia, bassa statura, aumento della frequenza degli aborti spontanei, dolori addominali e meteorismo addominale persistente, ecc

Non dovuti al malassorbimento: citiamo tra i più frequenti: difetto dello smalto dentario, infiammazione della tiroide (tiroidite) dermatite erpetiforme (un tipo particolare di eczema), difetti di equilibrio (atassia), perdita di capelli (alopecia), gastrite, stomatite aftosa recidivante, difficoltà "a digerire", dolori addominali ricorrenti, disturbi dell'umore e depressione ecc.

Questi dati ci fanno riflettere e fanno riflettere soprattutto i Pediatri. E' stato infatti visto che se la diagnosi sfugge e non è effettuata prima dell'adolescenza, per cui di conseguenza non è effettuata terapia dietetica senza glutine, probabilmente il bambino raggiungerà in ogni modo l'età adulta, ma sarà sovente molto stanco, magro, con disturbi del carattere di tipo depressivo, con frequenti difficoltà digestive, dolori addominali ricorrenti, ecc.; diventerà cioè un adulto "poco sano" e forse "poco felice". Il suo atteggiamento potrebbe fare riferimento alla figura classica dell'ipocondriaco.

L'azione di tipo tossico - immunologica del glutine, nei celiaci, anche se non colpisce in modo drammatico l'intestino, coinvolge in modo cronico e subdolo pressoché tutti gli organi ed apparati (ossa, tiroide, articolazioni, sistema nervoso, fegato ecc) sovente anche in modo irreversibile.

Ma le donne celiache non diagnosticate e non curate in età pediatrica sono quelle che forse soffrono di più di tale affezione: esse sono maggiormente soggette ad anemia, perché, da un lato producono meno globuli rossi a causa della mancanza di ferro, dovuto al malassorbimento, e dall'altro ne perdono con il ciclo mestruale. Durante il loro periodo fertile hanno un maggior rischio di aborti spontanei (di circa 9 volte superiore), e allattano per metà del tempo rispetto alle donne normali. In età avanzata soffrono maggiormente di osteoporosi e dolori articolari.

Sembra inoltre, che senza differenza di prevalenza tra uomo e donna, esista maggiore probabilità per celiaci non curati, di ammalarsi di linfoma intestinale (un tumore maligno del tessuto linfatico dell'intestino) Come già accennato, l'unica terapia efficace nell'intolleranza al glutine è la dieta. Sembrerebbe una semplice soluzione, ma in realtà i cereali che contengono glutine possono essere presenti in ogni alimento, e non solo nel pane, pasta, biscotti, grissini ecc. Ad esempio ci possono essere tracce di glutine anche in sciroppi curativi o medicine, in hamburgers del commercio, ecc.

Inoltre i bambini affetti, se non supportati psicologicamente dai genitori fin dalle prime festicciole con gli amici, dove si consumano pasticcini e torte "normali" con glutine, potrebbero vivere la sensazione di esclusione da una società a loro estranea. Gli adolescenti talvolta possono avere un rifiuto della malattia e interrompere la dieta per non sentirsi diversi. A loro ristoranti e paninoteche sono preclusi: oramai si sa infatti che la dieta per essere efficace deve essere rigorosa, senza prevedere neppure un decimo di grammo di glutine!

Per questo, da un lato l'Industria si è prodigata per produrre un sempre maggior numero e varietà di prodotti senza glutine, i Governi hanno emanato disposizioni per rendere gratuiti i prodotti alimentari senza glutine molto costosi, e le Associazioni (tra cui la AIC, associazione italiana celiaci) si sono adoperate per fornire supporto informativo e psicologico agli affetti da intolleranza al glutine e per rappresentare le problematiche di questi malati presso le Istituzioni.

Molto importante è il ruolo di queste Associazioni nel momento della diagnosi, quando si profila un radicale cambiamento delle abitudini di vita del celiaco e della sua famiglia.

Attualmente inoltre gli intolleranti al glutine sono oggetto di attenzione da parte di privati. Incominciano già a sorgere pizzerie e ristoranti in cui si cucina senza glutine, in zone separate, e al Salone del Gusto che si è tenuto nell'ottobre 2000 al Lingotto di Torino, si è resa disponibile, anche in collaborazione con l' Associazione Italiana Celiaci, un "angolo culinario" in cui erano preparate pizze e altri gustosi cibi senza glutine appositamente per i visitatori celiaci.

Molte ricerche sono in corso, sia di tipo genetico, per individuare un percorso terapeutico genico o enzimatico, sia di tipo agroalimentare per produrre cereali di nuova specie senza glutine. Il cammino per aiutare i pazienti celiaci, bambini, adolescenti o adulti è ancora lungo, ma le speranze di giungere ad una soluzione terapeutica radicale stanno oramai sulla via di concretizzarsi, si spera, in un futuro non lontano.


articolo su Corriere Salute del 21 Dicembre 2003

Farmaci con glutine

FarmaciConGlutine.htm


articolo su Corriere Salute del 10 Novembre 2002

Un antidoto per il glutine

AntidotoGlutine.htm


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