8 Luglio 2001 (Corriere Salute)
C'è un test per scoprirla
Intolleranza al latte
diagnosi tutta d'un fiato
L'intolleranza al latte è un fenomeno molto diffuso, che, secondo recenti stime, interessa un terzo degli italiani adulti. Il problema è quasi sempre dovuto alla carenza, su base genetica, della lattasi, l'enzima intestinale che frammenta e rende assorbibile il lattosio, zucchero componente del latte. I disturbi sono dose-dipendenti: se c'è intolleranza, un semplice cappuccino può far da stimolo per lo svuotamento intestinale, un bicchiere di latte può produrre fermentazioni e distensione, una dose maggiore può irritare l'intestino fino alla diarrea.
La buona notizia è che ora diagnosticare con certezza se la causa di questi sintomi è l'intolleranza al lattosio è diventato più facile, grazie a uno specifico test "del respiro". Lo spiega il professor Giovanni Gasbarrini, direttore dell'Istituto di Medicina Interna del Policlinico Gemelli di Roma: "Se la digestione del latte avviene regolarmente nell'intestino tenue, che precede il colon, il lattosio viene tutto assorbito. Se invece la digestione del latte è insufficiente, allora il lattosio giunge tutto o in parte al colon, dove fermenta e sviluppa idrogeno, un gas che viene assorbito dal sangue ed espulso dai polmoni con l'aria espirata".
"Facendo bere inizialmente una piccola quantità di latte e facendo espirare il paziente in un contenitore ogni venti minuti, se il campione prelevato dopo due ore, che corrisponde al passaggio del latte al colon, conterrà un eccesso d'idrogeno, allora si avrà la prova che il lattosio non è digerito". La misurazione dell'idrogeno in ogni campione d'aria espirata è eseguita con il gas-cromatografo, uno strumento diffuso. "Il difetto può limitarsi il più delle volte a una carenza non grave della lattasi, che può anche regredire se l'alimento 'incriminato" viene sospeso per qualche tempo" precisa l'esperto. "Se poi, rifacendo il test, l'intolleranza risulterà scomparsa, si potrà riprendere gradualmente ad ingerire latte".
Quando nei piccoli è invece allergia
In età infantile l'intolleranza al lattosio può essere di due forme: presente fin dalla nascita (eccezionale), o dai quattro anni in poi (forma a inizio ritardato, più frequente). Il perchè ce lo spiega il professor Ettore Cardil, Ordinario di Pediatria all'Università "La Sapienza " di Roma: "si tratta di un difetto genetico "programmato" dalla natura, che non vuole colpire il periodo dell'allattamento, ma che può comparire più tardi, quando il latte è meno importante".
L'intolleranza da deficit di lattasi non va confusa con l'allergia al latte, anche materno, dove c'è reazione alle proteine e non al lattosio. In caso d'allergia, spiega l'esperto: "i sintomi sono intestinali, ma anche di altra natura, come eczemi, rino-congiuntiviti e asma bronchiale".
Per distinguere fra intolleranza e allergia, "basta mettere a dieta il bambino per qualche giorno con latte "delattosato" - dice l'esperto. - In caso d'intolleranza i sintomi scompariranno e allora la dieta potrà continuare con il latte delattosato, facilmente reperibile in commercio. Se invece si tratterà di allergia, la prova del latte delattosato lascerà immutati i sintomi e la ricerca dell'alimento sostitutivo dovrà proseguire".
Filippo Asole