La Psicomotricità La psicomotricità è una disciplina che prende in considerazione l’uomo nella sua globalità; il suo obiettivo principale è quello di permettere l’integrazione armonica degli aspetti motori, funzionali, affettivi, relazionali e cognitivi. Il corpo, il movimento e l’azione sono gli elementi fondamentali per apprendere e operare sulla realtà. Nata all’interno dell’ambito medico (neuropsichiatrico) ed in particolare nell’ambito sociosanitario per dare una risposta a tutti quegli interrogativi e a quelle problematiche che la medicina non riusciva a spiegare in termini medici in quanto non necessariamente aventi un’origine organica; la psicomotricità affida un ruolo preminente al corpo considerato in relazione costante e significativa con l’ambiente. In particolare valorizza il corpo in movimento, il corpo con le sue specifiche modalità di espressione: il suo linguaggio. Attraverso esso, il suo agire e il suo relazionarsi, l’individuo esprime la propria identità, i suoi bisogni e le sue difficoltà. Il corpo in psicomotricità è inteso come soggetto di azione e di relazione con il mondo, per questo è importante favorire la sua espressione canalizzando in modo consapevole e mirato le risorse e gli stimoli spontanei dell’individuo nel corso del suo sviluppo evolutivo. Lo sviluppo del bambino, soprattutto fino agli anni della scolarizzazione primaria, è unitario, nel senso che vi è una stretta relazione fra la sua motricità e la sua intelligenza, fra azione e pensiero. E’ con il corpo e le sue realizzazioni motorie che il bambino struttura il suo Io e acquisisce la sua autonomia. Ed è sempre attraverso il corpo che il bambino esprime i suoi desideri e i suoi bisogni. La stretta relazione fra corpo e mente, valida soprattutto nel bambino, ma non solo, chiarisce come sia proprio attraverso l’agire corporeo, con tutte le sue modalità espressive e comunicative non verbali, che i soggetti pensano, imparano, creano e si relazionano. La psicomotricità riguarda l’uomo nella sua totalità, nel suo rapporto con se stesso e con l’ambiente. Per questi motivi essa si applica sia a livello individuale che di gruppo e in qualsiasi stadio: età evolutiva, età adulta, anziano. L’intervento psicomotorio si presenta come un mezzo per favorire e migliorare le risorse dell’individuo, le sue potenzialità e per creare un’armonia e una presa di consapevolezza delle capacità ma anche dei limiti di ciascun soggetto. La sua applicazione in ambito terapeutico può avvenire a livello individuale o di gruppo. L’intervento può essere specifico in situazioni di patologie conclamate oppure in casi di disturbo o disagio quali vengono di seguito evidenziati. La presa in carico psicomotoria mira a mobilizzare ogni possibile risorsa della persona e del suo contesto al fine di intervenire sul sintomo a partire dalle complicazioni che inevitabilmente accompagnano il disagio o il deficit nel rapporto con l’individuo, gli oggetti e gli altri. Accanto al problema organico, infatti, andiamo a chiarire e specificare i disturbi psicomotori che si possono accompagnare e che, come si è detto, si esprimono attraverso il canale privilegiato del corpo. L’altro ambito di applicazione della psicomotricità è quello preventivo-educativo che si realizza soprattutto in gruppo. In questo caso l’obiettivo è quello di prevenire o di evidenziare eventuali problematiche latenti o a rischio e di favorire, attraverso il lavoro nel gruppo, lo sviluppo del bambino nella sua totalità e interdipendenza fra agire, pensare, comunicare, sentire, percepire. L’intervento psicomotorio, a qualunque livello appartenga, va dunque interpretato secondo il parametro della qualità, del benessere, del miglioramento conseguito globalmente dall’individuo, dove il movimento agevola anche la comunicazione e la relazione con l’ambiente che lo circonda. La psicomotricità permette di intervenire e risolvere un’ampia gamma di problematiche tra le quali indichiamo qui di seguito le principali:
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