14 Ottobre 2001 (Corriere Salute)
Medici a lezione per assistere meglio i disabili
Al disabile non bastano le cure, occorre anche che i medici sappiano come comportarsi nei suoi confronti. Ecco perché, su sollecitazione della Ledha, la Lega per i diritti degli handicappati, nei corsi di laurea della Facoltà di medicina di Milano entrerà il tema della disabilità, per creare personale sanitario preparato a tutti i livelli e fornire una assistenza qualificata, dedicata ed efficace ai disabili più gravi, quelli che per disturbi intellettivi non sono neppure in grado di comunicare l'insorgenza di un disturbo. Intraprendere questa strada significa adeguarsi agli orientamenti europei, che sono stati analizzati recentemente nel corso del seminario "Handicap e formazione sanitaria", tenutosi all'università degli Studi di Milano e al quale hanno partecipato il preside della Facoltà di Medicina, Coggi, relatori ed europarlamentari dell'intergruppo sulla disabilità. Essi hanno sottolineato l'inderogabilità, per la Sanità italiana, di adeguarsi alle direttive del trattato di Nizza in tema di non discriminazione dei disabili. I disabili con gravi compromissioni intellettive e motorie costituiscono una popolazione in aumento (dal 2 al 7 %), soprattutto a causa degli esiti di gravi traumi riportati in incidenti stradali e di incidenti sul lavoro. L'assistenza a questi disabili grava in modo pesante sulle famiglie e vi è la necessità di presidi diagnostici e tecnologie particolari. Alla loro accoglienza in ospedale si rivolge il Progetto D.A.M.A (voluto da Edoardo Cernuschi, presidente della Ledha e recentemente scomparso) in atto all'Ospedale San Paolo e divenuto progetto pilota della Lombardia.
Nel corso del seminario sono state ascoltate l'esperienza olandese, ormai ventennale, e quella dell'università di Padova, mentre i docenti delle varie discipline della Facoltà milanese hanno illustrato i temi specifici dell'impegno didattico, tracciandone le linee e, come ha sottolineato il preside, Guido Coggi, la necessità per gli studenti di conoscere la realtà della disabilità secondo un approccio graduato. E' stato quindi varato un piano di intervento per due obiettivi: creare personale medico, infermieristico e tecnico sensibile e preparato a rispondere ai problemi dei disabili, oltre che operatori socio-sanitari. Anche le Associazioni delle famiglie parteciperanno alla costruzione dei percorsi didattici, portando la realtà da loro vissuta.