4 Marzo 2001 Corriere Salute
nato dalla generosità dei siciliani
Il campus per le neuroscienze
Da casa d'accoglienza per minorati e disabili, a Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) Ma il nome non è cambiato: Oasi di Troina, provincia di Enna, a 1.120 metri di quota e 70 km dal mare. La Casa è stata voluta nei primi anni Cinquanta da don Luigi Ferlauto, per dare un ricovero e assistenza agli emarginati della società.
Il primo sostenitore dell 'iniziativa fu papa Pacelli, con un assegno di 500.000 lire. La Casa si è subito affollata di bambini e adulti, tutti con problemi neurologici: chi soffriva di epilessia, chi portatore di sindrome di Down, chi affetto da ritardo mentale. Ma presto il fondatore ha dato alla Casa un'impronta sanitaria, sviluppando anche la ricerca in campo neurologico e così il Centro è diventato un "IRCCS", il massimo riconoscimento in campo scientifico e sanitario. La struttura, infatti, è oggi riferimento regionale per la prevenzione, la diagnosi, la cura, la riabilitazione, la ricerca delle patologie genetiche associate al ritardo mentale e l'invecchiamento cerebrale, compreso l'Alzheimer.
Grazie al convenzionamento, offre servizi sanitari gratuiti come qualsiasi altro ospedale. La sua importanza, dapprima nota soltanto a pochi, dal cuore della Sicilia ha fatto il giro del mondo:
l'Organizzazione mondiale della Sanità infatti ha scelto L'Oasi come Centro per la collaborazione nella ricerca nel campo delle neuroscienze. Di recente, l'Oasi ha ricevuto il presidente italiano dell'Unicef, professar Giovanni Micali, interessato a conoscere questa realtà che potrebbe diventare punto di riferimento per progetti sperimentali per l'infanzia.
Don Luigi Ferlauto ha, tuttavia, un nuovo sogno, per completare il ciclo assistenziale delle malattie neurologiche:
vuole realizzare una "città aperta", dove il sano e l'abile convivano con gli ospiti dimessi dall'Oasi, prima che ritornino a occupare il loro ruolo nella società. Questa "città aperta" vuole essere una struttura a misura d'uomo, senza barriere strutturali, ma soprattutto senza barriere psicologiche e sociali.
Come è ruscito un prete di campagna a realizzare tanto? Non è stata la provvidenza risponde chiaramente don Luigi ma la generosità della gente siciliana, una generosità che non compare sulle colonne dei giornali. Per sostenerlo, si può telefonare allo 0935-936111.
EDOARDO STUCCHI