Fabbrico, 28 maggio 20001
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OGGETTO: Risposta alla lettera "Evidenziazione situazione bambini portatori di handicap nel nostro territorio", del 21/05/2001:, prot. 4135
Media elevata implica sicuramente gestione complessa e costi elevati. Riteniamo importante attingere all'aiuto che tutte le Istituzioni possono contribuire a dare su entrambi i fronti, tuttavia notiamo che negli anni scorsi non vi è stato alcun tipo di gestione e integrazione handicap a Fabbrico (e lo si vede chiaramente perché tutto il percorso di integrazione è da costruire ex novo), quindi almeno sul lato costi in passato dovremmo aver risparmiato, essendo costantemente sotto media
I nostri figli inoltre non sono diventati di età scolare ALL' IMPROVVISO e pertanto una più lungimirante gestione, e una volontà politica più attenta al tema, avrebbe potuto e dovuto mettere in piano la necessità di intervento (e SPESA) già in precedenza.
Il tema della lettera e' la "situazione bambini portatori di handicap" ma i genitori dei bambini in indirizzo sono soltanto quelli che hanno inoltrato richieste particolari, fatte peraltro come dovuto dagli specialisti ASL che seguono i percorsi medici e rieducativi/riabilitativi dei bambini stessi ed in collaborazione con scuola e famiglia. Leggiamo in questa scelta una chiara volontà di colpevolizzarci per aver osato chiedere e per essere i VERI RESPONSABILI della presunta ingovernabilità della situazione; tale volontà appare ancora più evidente quando, in sede di Comitato di Gestione della Scuola, l'Assessore P.I. afferma pubblicamente che per dare risposta adeguata alle nostre domande sarà necessario tagliare servizi agli altri , cercando dunque di renderci PUBBLICI NEMICI degli altri genitori e in definitiva della comunità. Nessuna associazione di genitori è stata coinvolta, se non da noi stessi (a differenza di quanto affermato a mezzo stampa).
La scelta del passaggio alla scuola elementare o del trattenimento dei tre bambini "incriminati" è stata fatta collegialmente, includendo famiglia, neuropsichiatri ASL, direzione della scuola, ovvero delle parti interessate al percorso educativo dei bambini.
Per tutti e tre i bambini si e' provveduto a fornire le certificazioni per la richiesta di insegnante di sostegno e di una figura assistenziale (educatore e/o obiettore) che copra le necessità di sicurezza (del bambino e degli altri), autonomia e igiene, aiuto alla socializzazione come previsto dagli Accordi di Programma , nella consapevolezza che non saranno assegnati 3 insegnanti di sostegno a tempo pieno. (E sottolineiamo che tale prassi è ormai diffusa in vari comuni limitrofi: Novellara, Guastalla, Reggio Emilia, ecc.) Ma le certificazioni non rappresentano in sé un PROGETTO COMPLESSIVO sul quale determinare un preciso preventivo di intervento e spesa, poiché vengono stilate individualmente; è falso e fuorviante pensare ad una situazione di 2 adulti per bambino: il progetto pensato prevede che la figura aggiuntiva fornita dall'Ente Locale serva le ore NON COPERTE dal sostegno per bambino. In sostanza si chiede all'Ente Locale:
L'Assessore alla P.I. era presente alla riunione del 23/01/2001 (unica finora) del Gruppo di Lavoro Handicap dell'Istituto Comprensivo, nella quale si è chiaramente prospettata la progettazione di tale intervento.
Le cifre relative ai costi riportate nella lettera (+109.000.000 per il personale assistenziale richiesto per i 3 bambini) sono stati preventivate al valore massimo con il chiaro intento di far apparire assurde, esagerate ed in definitiva insostenibili le nostre richieste. A supporto di tale assurdità (di costo) e per dare al discorso una più nobile veste di opportunità educativa, si cita la valutazione di una non meglio specificata pedagogista, che non ha mai conosciuto i bambini, i neuropsichiatri, le insegnanti, il quadro rieducativo, gli interventi: in una parola: la situazione. (E vorremmo che chiedesse alle insegnanti se il disagio nella gestione della classe GRANDI MATERNA nell'anno in corso, con 2 bambini portatori di handicap, era maggiore all'inizio dell'anno prima dell'assunzione di una educatrice aggiuntiva o nel resto dell'anno per una fantomatica eccessiva concentrazione di adulti. La domanda è ovviamente retorica).
A ciò si collega un altro fatto grave: la strumentalizzazione della lettera inviata dalle insegnanti. In essa si chiede maggiore copertura telefonica (cordless funzionante anche nell'area del giardino e abilitazione per urgenza alla chiamata sui cellulari) e di reintegrazione di una persona aggiuntiva di assistenza nel pomeriggio (in cui permane A.B.), dopo la fine della "leva" dell'obiettore; la lettera è stata STIMOLATA particolarmente da alcuni recenti episodi di crisi epilettiche, ma le richieste di opportune condizioni di sicurezza e tranquillità nell'assistenza ai bambini sarebbero state necessarie COMUNQUE. Tali richieste vengono tradotte come una protesta perché "l'intervento richiesto esula dalle competenze educative", oltre che di lamentela perché la riammissione avveniva senza certificazione e magari nel giorno successivo alla crisi.
Vogliamo ricordare il diritto allo studio e alla vita in comunità è di tutti, anche dei bambini epilettici, che le crisi devono semplicemente essere affrontate, con serenità e sicurezza (certo dopo opportuna formazione a tranquillità delle insegnanti: incontro medico già pianificato), senza stravolgere la vita della comunità scolastica, ed anzi rappresentano un grande momento educativo per i bambini poiché insegnano, se affrontate senza panico, che la malattia è parte della vita di ognuno ma non è un dramma, che non pregiudica la convivenza con gli altri, e stimolare così la solidarietà. Vogliamo ricordare che NON ESISTE una bacchetta magica in grado di eliminare per sempre la presenza di tali crisi, quindi nessun medico potrà certificare che se la crisi è passata non si ripresenterà. Non vi è mai stata riammissione nel giorno successivo alle crisi. E per finire che il certificato medico va presentato solo dopo il 5° giorno di assenza.
E' vero: non contenti di voler far entrare i nostri figli all'interno dell'edificio scolastico, richiediamo attrezzature e strumenti didattici speciali (deambulatore, computer tattile, fasciatoio..) per esigenze motorie, di apprendimento, di igiene della persona; questo fatto dovrebbe essere prevedibile in situazione di handicap grave. Certo noi saremmo MOLTO più contenti se potessimo usare libri, quaderni, banchi, sedie, ecc. come tutti gli altri Non entriamo nel merito di quale sia l'Ente preposto a fornire tale strumentazione (Scuola? Ente Locale? Provveditorato? Altri?): certo notiamo che un normale passo dell'integrazione non trova un iter definito, ma deve essere posto in sede di discussione e di "contrattazione".
In tema di opportunità educative mirate vogliamo anche ricordare ciò che noi fabbricesi NON abbiamo, rispetto ai nostri vicini, ad es. di Novellara: convenzione con Musicoterapia, convenzione con Piscina, campi gioco estivi con educatore a sostegno handicap (finanziati con fondi Provinciali, insieme ad altre attrezzature come vasca di psicomotricità).
Notiamo l'enorme difficoltà di comunicazione esistente in particolar modo tra le parti e gl Enti più vicini ai bambini: Comune, Scuola, ASL e famiglia e crediamo che la parte più consistente (LA SPESA) della lettera inviataci sia proprio causata dalla non-comunicazione e notiamo anche che nessun intervento di chiarificazione con famiglia (e Scuola e ASL) è stato tentato prima di addivenire ad un documento ufficiale.
Siamo estremamente amareggiati nel constatare che ogni volta dobbiamo difendere con unghie e denti i diritti dei nostri figli, affrontando non solo il nostro dolore ma anche l'accusa poco velata di rappresentare un peso per la comunità, poiché sostenere noi significa privare altri del dovuto, di essere presentati come iperprotettivi ed esagerati, e anche superficiali nell'affrontare la malattia (vedi l'accusa di gestione delle crisi epilettiche con riammissione immediata). Notiamo che poi con facilità, dopo che la stampa ha preso visione della situazione, veniamo indicati come strumentalizzatori e che una lettera aggressiva viene trasformata in una mite richiesta di chiarificazione, collaborazione, confronto basata su dati oggettivi.
Siamo sempre stati disponibili ad incontrarci e a chiarire (e lo eravamo anche prima della lettera), lavorando su veri dati, e lo siamo ancora. Rimaniamo in attesa di essere coinvolti in una collaborazione fattiva tra tutte le parti coinvolte. Chiaramente, visto gli sviluppi delle cose, rimane da ricostruire la fiducia e stima verso i nostri interlocutori che rappresentano la comunità . Le dichiarazioni rese ai giornali non fanno altro che rimarcare la difesa ad oltranza del proprio operato e delle proprie parole scritte.