25 Novembre 2001 (Corriere Salute p.8)

Bambini iperattivi : riabilitato il farmaco sospettato di essere usato con troppa leggerezza

Più attenzione col ritalin

E' utile, ma bisogna darlo solo se serve davvero

La già grande popolarità della "malattia della distrazione cronica" (ADD o ADHD, in sigla) ha avuto un'impennata l'estate scorsa quando la multinazionale produttrice di uno dei farmaci più usati per curarla (il ritalin, a base di metil-fenidato), è stata trascinata dagli avvocati "anti-tabacco" nei tribunali della California e del New Jersey con l'accusa di aver creato questa nuova diagnosi con la complicità dell'associazione degli psichiatri americani, provocando una sorta di terrorismo psicologico, con conseguente maggior utilizzo del farmaco. Sul mercato mondiale da oltre cinquant'anni, il ritalin in America ha infatti fatto registare un'impennata di vendite, salite negli ultimi dieci di quasi il 600 per cento. Ma in aprile la causa contro il ritalin è stata rigettata dal tribunale e un mese fa l'Associazione dei Pediatri americani ha ufficialmente approvato l'impiego del farmaco, inserendolo nelle sue Linee Guida come trattamente raccomandato nell'infanzia, dopo che un ampio studio aveva dimostrato come, associato alla psicoterapia comportamentale, determini un vero vantaggio.

Il ruolo del docenti

Un dato che conferma altri già pubblicati da prestigiose riviste scientifiche; tra queste JAMA, l'organo ufficiale dei medici americani. E proprio JAMA ha smentito ogni accusa e ha incoraggiato i medici a collaborare con le scuole per migliorare le capacità di osservazione degli insegnanti, spesso i primi ad accorgersi che il disturbo ha colpito un alunno. In classe bisogna stare seduti a lungo, aspettare il proprio turno, prestare attenzione e puntare alla promozione di fine anno: non è strano che i bambini ADHD mostrino qui i primi segni di malattia. Questi scolari vanno aiutati, magari sistemandoli col banco vicino alla cattedra della maestra per farli stare più attenti e vanno loro suggerite particolari tecniche per tenere sotto controllo l'attenzione e il comportamento. Quando queste misure non bastano, avviarli ad una psicoterapia o a un trattamento farmacologico può solo evitare che il disturbo si cronicizzi, rovinando la loro carriera scolastica e, spesso, anche la loro vita futura.

come si presenta (il disturbo principale è l'incapacità di concentrarsi e di portare a termine un compito)

ADD vuoi dire Attentin Deficit Disorder, cioè disturbo da deficit dell'attenzione: il principale sintomo è, infatti, la difficoltà a prestare attenzione, ma ci sono anche l'incapacità a sostenere sforzi prolungati, a portare a termine un compito nonché la ridotta tolleranza alle frustrazioni o alla noia, una tendenza più elevata del normale a dire o fare la prima cosa che salta in mente (impulsività patologica) e una predilezione per situazioni altamente stimolanti. Aggiungendo una H (che sta per hyperactivity, iperattività, la sigla diventa ADHD, a testimoniare che un'altra componente importante del disturbo è l'incapacità di stare fermi, osservabile soprattutto nei più piccoli, mentre negli adulti si presenta solo nel 2% dei casi, con nervosismo, impazienza, irrequietezza. L'idea diffusa che si tratti di una malattia che viene solo da piccoli deriva dal fatto che è stata descritta per la prima volta nei bambini "iperattivi", quelli che non riescono a stare fermi.

All'origine

Le ricerche più recenti indicano, però, che il disturbo non ha cause psicologiche o ambientali, bensì biologiche. Per colpa di una variante genetica (principale imputato sembra il gene DRD4, individuato nel '98), le sostanze che trasmettono i messaggi fra le cellule nervose (i neurotrasmettitori, soprattutto quello chiamato dopamina) sono insufficienti o la loro azione non dura abbastanza a lungo. Il cervello, allora, prende provvedimenti per aumentare il rilascio di queste sostanze. Incrementa, ad esempio, l'attività fisica, l'interesse verso tutto ciò che può essere stimolante come fumare e bere smodatamente o comportarsi in maniera spericolata. I farmaci più efficaci sono gli psicostimolanti, perché evitano al cervello di cercare vie alternative per procurarsi i neurotrasmettitori che mancano attraverso stimoli sempre più forti. Usati da anni, non sembrano causare assuefazione o dipendenza. Guarire dall'ADHD, comunque, non è difficile: gli psicostimolanti e alcuni antidepressivi hanno una rapidità d'azione sorprendente.

Cesare Peccarisi

Sono quattro gli psicostimolanti approvati negli USA per la terapia di questa sindrome. L'unico dubbio riguarda gli effetti collaterali a lungo termine.

Sicurezza da verificare nel tempo

Da oltre vent'anni la Food and Drug Administration, l'ente americano di controllo sui farmaci, ha approvato l'uso di quattro psicostimolanti: il metilfenidato, la destroanfetamina, la pemolina e l'Adderrall, una miscela di amfetaminici. Oltre all'efficacia, anche la sicurezza per brevi trattamenti è ormai accertata. L'unico dubbio da dissipare riguarda gli effetti collaterali a lungo termine: si è scoperto, ad esempio, che dopo anni di terapia con pemolina possono verificarsi danni al fegato. Ma se il paziente viene seguito attentamente da uno specialista, non solo ogni alterazione può essere rapidamente individuata, ma la cura farmacologica può essere dimezzata associandole la psicoterapia. Lo stesso medico può, peraltro, insegnare al malato una serie di strategie di comportamento e di pensiero che servono ad aumentare le sue funzioni di controllo inibitorio. Dopo anni di assenza dall'Italia, il ritalin, su richiesta degli stessi medici, sta per tornare anche nel nostro Paese: facendo tesoro delle esperienze fatte nel mondo, sapranno usarlo nel modo migliore ?


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