vive da 17 anni cieco, sordo e paralizzato
risarcito perchè non deveva nascere
sentenza choc a Parigi: la madre aveva contratto la rosolia durante la gravidanza
Parigi: "E' inammissibile. Andando avanti di questo passo, un figlio potrà denunciare la madre per averlo messo al mondo. E la magistratura magari gli darà ragione", sibila scandalizzato l'avvocato Didier Prado. Siamo alla Corte di Cassazione di Parigi, dove si è appena discusso un caso particolarmente delicato: quello del risarcimento chiesto dai genitori di un handicappato grave, nato in conseguenza di un errore nelle analisi di laboratorio.
Nicolas Perruche, 17 anni, è muto, sordo e incapace di camminare: contrasse la rosolia quando era ancora nel grembo della madre. Quest'ultima, rimasta incinta, andò dal ginecologo per manifestare la sua profonda inquietudine: "Mia figlia, che ha 4 anni, si è ammalata di rosolia. Non vorrei aver contratto anch'io la malattia: se così fosse, preferirei ricorrere a un aborto terapeutico per non correre alcun rischio".
Il ginecologo fece fare le analisi del caso; e tutto risultò OK. Poi, alla nascita, la terribile constatazione. Di qui la denuncia presentata, 17 anni dopo, dai genitori. Ieri l'inedita sentenza, una 'prima' assoluta in Francia. La Cassazione ha accolto il principio secondo il quale "è meglio non nascere che nascere handicapppato".
E ha condannato il medico e il laboratorio a risarcire i coniugi Perruche (senza tuttavia quantificare l'indennizzo). L'effetto è stato quello di una bomba: per le associazioni cattoliche, come 'Alliance pour les droits de la vie', La Francia "è entrata nell'orrore dell'eugenismo istituzionale". "Si rendono conto i giudici che con questa decisione lasciano credere agli handicappati che la loro vita vale meno della loro morte ? Nessuno può pretendere che una vita non valga la pena di essere vissuta", afferma un comunicato.
Felice fino alle lacrime, invece, il padre di Nicolas: "Sono contento - ha commentato - di avere avuto fiducia nella giustizia".
Charles Choucroy, il suo avvocato, si è proclamato entusiasta: "Nulla è più importante che migliorare la vita quotidiana di un ragazzo handicappato". La sentenza ha già aperto la strada alle polemiche. Nuovi casi sicuramente approderanno all'esame dei tribunali.