Ci guarirà domani

Allo studio un vaccino contro ictus ed epilessia

Può stupire che a combattere due patologie assai serie come l'ictus e l'epilessia possa bastare unsemplice vaccino orale;

eppure proprio a questo risultato sono giunti, con un lavoro congiunto, due gruppi di ricercatori della Nuova Zelanda e degli Stati Uniti. Ictus ed epilessia hanno in comune il fatto di dare l'avvio a una serie di eventi che comportano il danneggiamento del cervello: attorno alla zona lesionata si verifica l'afflusso di un neurotrasmettitore, il glutammato, che libera grandi quantitativi di calcio: ed è appunto il calcio che uccide le cellule cerebrali.

In passato si era già tentato di interrompere queste serie di eventi inibendo la diffusione del glutammato: ma le dosi di farmaco necessario a questo scopo risultarono così alte da provocare a loro volta effetti collaterali molto seri, tra cui l'arresto delle capacità motorie.

La strada seguita ora è diversa, spiega uno dei leader delle due équipe, il neurologo Matthew During (Università di Filadelfia): "Abbiamo scelto di inattivare un recettore del glutammato che si trova nel cervello (è l'Nmda, N-metil-D-aspartato) e per ottenerlo ci siamo proposti di stimolare l'organismo a produrre anticorpi contro questo recettore". La scelta di impiegare anticorpi, sia detto per inciso, è particolarmente lodevole: una caratteristica degli anticorpi è infatti quella di non agire ininterrottamente ma di farlo solo quando sia necessario.

Lo stato della Sperimentazione, ora: sono state indotte crisi epilettiche su 25 ratti di un gruppo di controllo e si sono verificate in 19, mentre l'epilessia si è manifestata solo su 2 nel gruppo di 25 ratti vaccinati. I 19 ratti entrati in crisi fra i controlli hanno riportato tutti dei sensibili danni cerebrali; nei 2 soli soggetti vaccinati che pure avevano avuto le crisi non si sono verificati invece danni neurologici". Inizierà nei prossimi mesi la sperimentazione sull'uomo.

Giuliano Ferrieri


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