Vertigini infantili - Molto spesso sono dovute a un banale difetto oculare. Lo dimostra uno studio francese
Per i piccoli capogiri bastano gli occhiali
Frequentemente il bambino che ha problemi di equilibrio viene sottoposto a costose indagini neurologiche, mentre la prima cosa da fare è consultare l'oculista.
Le vertigini nei bambini non devono sempre destare allarmi. Il fenomeno può portare il medico a temere seri problemi, al punto di indurlo a prescrivere costosi test d risonanza magnetica, ammette uno studio francese apparso sulla rivista scientifica "Pediatrie Neurology"; tuttavia, proseguono i ricercatori, spesso si tratta di ingiustificate paure e di ingiustificati costi: il più delle volte, infatti, è sufficiente procedere con indagini ben più semplici.
"Spesso afferma il responsabile dello studio, la dottoressa Marie-Jose Anoh-Tanon dell'ospedale Robert Debre di Parigi alla radice del disturbo vi sono problemi all'orecchio, per cui è bene procedere con esami otorinolaringoiatrici. Altre volte alla base del fenomeno vi sono problemi oculari". E, in effetti, in due terzi degli oltre 500 bambini esaminati nell'indagine le vertigini sono cessate trattando l'occhio. "Spesso ci troviamo di fronte a un disturbo, chiamato sindrome astenopica, o astenopia accomodativa spiega il professor Demetrio Spinelli, primario della Divisione oculistica degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano tipica di bambini dai 2-3 fino ai 7-8 anni, dovuta a ipermetropia. Questi bambini faticano a mettere a fuoco, fatto che può portare a mal di testa, nausea, vertigini, bruciore agli occhi, affaticamento". Si tratta di quei bambini che un tempo venivano semplicisticamente definiti come svogliati, dal momento che faticano a leggere e quindi non stanno volentieri sui libri, mentre venivano indicati come diligenti i bambini miopi, che da vicino vedono molto bene e, quindi, trovano più piacevole la lettura.
"Oggi di rado un bambino arriva in età scolare senza essere stato sottoposto a una visita oculistica aggiunge Spinelli . In ogni caso è bene sapere che, se l'ipermetropia è limitata a 2-3 diottrie, il bambino non soffre di vertiginine di particolari difficoltà nella lettura; se arriva, invece, a 5-6 diottrie gli riesce difficile la lettura da vicino, con possibili mal di testa, nausea e vertigini. Ecco perché, in presenza di sintomi di questo tipo, occorre anzitutto una visita oculistica, in seconda battuta un controllo otorinolaringoiatrico e soltanto in ultima istanza una valutazione neurologica".
Esami semplici
L'esame oculistico al quale, a questo scopo, è sottoposto il bambino viene effettuato instillando nell'occhio alcune gocce che paralizzano momentaneamente il muscolo accomodatore, quello che consente di mettere a fuoco, in modo da ottenere il dato esatto relativo alla capacità visiva del bambino.
Altri dati provengono da comuni esami della vista, condotti, se il bambino ha meno di un anno (e quindi non può rispondere alle domande dell'oculista), con metodi psicofisici, inviando una luce nell'occhio del piccolo e registrando l'attività del nervo ottico. Quando è il caso, viene osservato il fondo dell'occhio, che può già escludere alcuni problemi neurologici. E questo basta spesso a svelare l'origine della vertigine.
Gianluca Bruttomesso
Segno rivelatore: non vede bene da vicino
Il problema delle vertigini dovute a ipermetropia s'inizia a incontrare generalmente nei bambini intorno ai tre anni, quando i piccoli cominciano ad applicarsi a certi oggetti e figure, a guardare da vicino, a disegnare, a guardare a lungo la televisione.
I disturbi si notano quando il bambino applica un'attenzione visiva prolungata ad oggetti a media distanza o vicini. In ogni caso, allarmarsi non serve: l'ipermetropia con l'avanzare dell'età si riduce. I bambini con ipermetropia fino a 2,5-4 diottrie arrivano a non aver più bisogno della correzione con occhiali. L'ipermetropia più elevata, intorno a 4-6 diottrie, invece, difficilmente migliora, mantenendosi invariata per tutta la vita.